Descrizione
Antica figura ancestrale attribuita ai Dogon del Mali, scolpita in legno con forte erosione naturale e patina rituale profondamente consumata dal tempo e dall’utilizzo.
La scultura rappresenta una figura femminile stante, con seni pronunciati, ventre prominente e mani adagiate lungo le cosce, elementi simbolicamente associati alla fertilità, alla continuità del lignaggio e alla protezione della famiglia. La testa ampia con occhi sporgenti e forme essenziali richiama l’estetica spirituale delle antiche sculture Dogon della regione della Falesia di Bandiagara.
Particolarmente interessante la base fortemente degradata, probabilmente dovuta a lunghi periodi di permanenza in ambienti rituali, altari domestici o contatto diretto con il terreno. Le profonde fenditure del legno, le abrasioni e le concrezioni superficiali appaiono coerenti con un’autentica usura antica e non con una produzione decorativa recente.
Le figure di questo tipo erano spesso custodite nei santuari familiari o utilizzate durante rituali legati agli antenati, alla fertilità, alla protezione spirituale e ai culti tradizionali Dogon. Alcuni dettagli stilistici possono richiamare influenze arcaiche precedenti o parallele alla cultura Dogon, come le tradizioni Tellem o Niongom.
Oggetto di forte presenza scultorea e spirituale, testimonianza dell’arte rituale dell’Africa occidentale.













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