Descrizione
Le statue Mankisi (sing. Nkisi) del popolo Songye sono tra gli oggetti più affascinanti e carichi di significato dell’arte tribale dell’Africa centrale. Questi manufatti, definiti anche “oggetti di forza” o feticci, fanno parte di un vastissimo complesso rituale che si estende dal sud del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo, fino a vaste regioni culturali dell’Angola e dello Zambia.
Tutti gli oggetti che derivano dal radicale bantu -kisi — siano essi maschere, sculture, oggetti amorfi o persino elementi trovati casualmente in natura — condividono un tratto comune: si crede che siano animati da una forza spirituale, un’entità invisibile attivata attraverso riti tradizionali.
Rituali e significato degli nkisi
Utilizzati nel contesto di rituali di iniziazione, medicina, potere politico o stregoneria, gli nkisi sono veri e propri catalizzatori di energie. Le statue Mankisi Songye, in particolare, sono “caricate” con sostanze magiche chiamate bishimba, nascoste in cavità del corpo rappresentato: bocca, orecchie, ano, ma anche ombelico e fontanella, considerati dai Songye porte d’accesso spirituale.
Uno degli elementi più distintivi di queste statue africane è la corno animale posizionata sulla sommità del capo, inserita nella parte sagittale della testa della scultura: è qui che viene concentrata e “attivata” la forza spirituale del mankisi.
Funzione e potere del Mankisi
La funzione principale delle statue nkisi Songye è quella di proteggere l’ordine sociale del villaggio, e secondariamente di proteggere e curare il singolo individuo. Ma attenzione: non sono oggetti da contemplare passivamente. Ogni nkisi è un vero strumento rituale attivo, utilizzato da uno specialista chiamato nganga, che ha un ruolo fondamentale.
Il nganga, oltre ad attivare e custodire la forza spirituale della scultura, è anche colui che prepara i bishimba, applica metalli, inserti, stoffe e accessori rituali che si trovano tradizionalmente su queste figure potenti. In questo senso, ha quasi la stessa importanza del creatore dell’opera: l’uno scolpisce, l’altro dà vita.
Le statue Songye nkisi fanno parte di un universo simbolico che unisce scultura, medicina tradizionale, spiritualità e identità culturale. Dalla tradizione Kongo a quella Chokwe, dai Solongo ai Lunda, queste opere d’arte africane sono profondamente radicate nella vita e nei rituali di intere popolazioni.
Ogni nkisi racconta una storia: di protezione, giustizia, guarigione o controllo del male. È un linguaggio antico, fatto di legno, ferro, corna e spiriti. Ed è ancora oggi uno degli aspetti più potenti e misteriosi dell’arte tribale africana.
Oggetto dalla grande patina.
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